Titolo dell’edizione 3.0 di Dal Matese al mondo è stato l’utilità dell’inutile. Usando questa fortunata formula del filosofo Nuccio Ordine, ci si è interrogati su come il mondo dell’associazionismo, chiamato a raccolta e messo in rete nelle precedenti edizioni, possa rivelarsi una vera e propria palestra di competenze trasversali e linfa vitale di percorsi rigenerativi dei luoghi. Per questo motivo sono stati invitati i sindaci di due luoghi agli antipodi per tanti motivi (mare/montagna, spopolamento/alta densità, adriatico/tirreno, paese/città) ma accomunati dall’intento di dare un futuro diverso alle giovani generazioni: Josi Della Ragione e Lino Gentile. Fasce tricolori, rispettivamente, della città di Bacoli e del paesino Castel del Giudice (IS) tra Molise e Abbruzzo. Le loro voci hanno accordato quelle di molti che, nel nostro territorio, auspicano una maggiore attenzione ai temi del lavoro, delle connessioni e del mondo giovanile.
Dal Matese al Mondo 3.0
L’utilità dell’inutile
Dal Matese al mondo (DMAM), nella sua terza edizione, si è svolto in un’unica giornata nella location del cortile della biblioteca. L’evento ha avuto luogo il 9 Luglio con momenti assembleari e confronti organizzati nella forma di tavoli tematici in una formula coniugante ascolto e proposta. Target di riferimento sono stati i giovani diplomati, universitari o neolaureati del territorio nonostante fosse aperto aperto a quanti volessero partecipare (tenendo conto delle normative vigenti al momento per gli incontri in presenza). Le parti Assembleari sono state trasmesse in diretta sui canali social della Biblioteca.
La terza edizione è stata incentrata sull’impegno associativo, ritenuto spesso inutile perché privo di profitto immediato, laddove invece risulta essere insostituibile palestra di competenze trasversali. Altro tema di discussione è stato “l’importanza degli spazi (virtuali e fisici) per esprimere le proprie idee e sviluppare una nuova idea di società”.
Un’occasione privilegiata offerta ai giovani per incontrare e confrontarsi con chi è testimone diretto di questo dibattito globale ma anche per elaborare progetti e proposte locali, consapevoli del ruolo che può avere il singolo individuo e che non esistono “piccoli gesti” o “periferie del regno” in un consesso globalizzato.
